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giovedì 12 settembre 2013

L'antico Provveditorato



Il Provveditorato Generale dello Stato, a suo tempo con 350 persone, 15 divisioni (gli uffici odierni) e le tante vicissitudini legate agli acquisti per l’amministrazione statale, rappresenta un mondo che qualche dipendente pubblico più stagionato ricorda con nostalgia (e scetticismo su come gli acquisti sono gestiti oggi). L’ufficio aveva un budget annuale di 1.000 miliardi di lire (una piccola finanziaria, per coprire anche eventuali -in realtà immancabili!- eventi straordinari). Così tanti soldi servivano per acquistare chilometri di archivi o mandare avanti le cartiere di Fabriano o acquistare le prime stampanti rudimentali collegate ai pc sfarfallanti dei primi anni '80, schermo nero e cursore verde; gli impiegati, abituati alle macchine da scrivere e -come Policarpo ufficiale di scrittura- a proteggersi le maniche dall’inchiostro, di carta ne sprecavano ancora tanta per allineare quanto digitavano sullo schermo alle righe prestampate dei moduli cartacei (i word processor maneggiavano solo caratteri alfanumerici).
Ogni divisione seguiva un ambito, come potevano essere le spese telefoniche ed elettriche; in questo caso l’ufficio periferico che dall'oggi al domani si ritrovava con la centralina telefonica distrutta da un fulmine doveva chiamare il PGS, contattare l’ufficio territoriale dell’erario che accertava il “fuori uso”, ottenere minimo 3 preventivi dalle ditte locali e poi recapitare tutti gli incartamenti a Roma: la pratica, manco a dirlo, aveva una gestazione non proprio fulminea. Il prezzo della centralina dipendeva da quante prese telefoniche doveva servire (la spesa poteva sfiorare i 50 milioni d lire). Se il dirigente preposto decideva che nessun preventivo era congruo, faceva intervenire le ditte accreditate (e amiche) che operavano in tutta Italia in proprio oppure, secondo convenienza, facendosi sostituire sotto banco da ditte concorrenti, ma meglio posizionate sul territorio (in uno scambio di favori a buon rendere che delineava una piccola collusione oligopsonistica).
Il Provveditorato garantiva anche i “crash test” delle forniture messe a gara e la loro conformità ai capitolati. Gli uffici sulla Tiburtina provavano le penne proposte dalle ditte gareggianti per l’appalto, fatte correre su metri e metri di nastro di carta grazie a congegni meccanici automatici: così venivano scremate quelle con il tratto più continuo (e il minor prezzo). Ad altro tipo di test erano sottoposte le poltrone, non solo l’ergonomia (a quei tempi neanche troppo spinta) ma soprattutto la resistenza a pesi e posizioni al limite, nonché la "salubrità" dei fumi emessi se incendiate; niente sembrava essere lasciato al caso, anche se la perizia degli impiegati poteva essere cancellata in un colpo solo dai dirigenti che pilotavano l’appalto verso gli amici dai prodotti più scadenti (intrallazzi troppo smaccati generarono denunce e condanne a più riprese).
Altro affare di altri tempi era il conio delle monete,  che avveniva nella Zecca di piazza Vittorio, nella palazzina ora in parte occupata dall’Ambra Jovinelli, un palazzo umbertino oggi che il demanio non si sa come ha venduto…la carta moneta era appannaggio della Banca d’Italia ma le monete, comprese le emissioni speciali, erano un prodotto della Zecca. Tra le monete a corso regolare si ricordano le 500 lire d’argento con le caravelle, compresa una edizione speciale fuori programma, dettata da un primo scriteriato conio di molti esemplari con la bandiera sull’albero di prua orientata controvento (!); agli inizi degli anni '70 monete d’oro o d’argento furono ritirate in tutto il mondo, il loro valore nominale veniva superato ampiamente dal valore intrinseco del metallo.
Sempre ricordando le vicende dei dicasteri economici di qualche decennio fa, ecco i miliardi in titoli di stato al portatore compattati in valigette qualunque che gli alti funzionari del Tesoro -accompagnati da fidati autisti, per l'occasione non in livrea (rigorosa prerogativa un tempo pure degli usceri) e su macchine anonime-  portavano alla Banca d’Italia quando a questa era demandato il compito di equilibrare il bilancio dello Stato italiano sottoscrivendone i titoli (e poi emettendo moneta e, così via, creando inflazione pura, deteriorando i crediti, drenando potere d'acquisto, ecc.).

martedì 17 gennaio 2012

venerdì 29 ottobre 2010

Fughe di notizie


In questi giorni si parla di un fenomeno nuovo nella rete e, quindi, nel mondo. Wikileaks offre notizie "vere", certificate; il dietro le quinte di una guerra, per esempio. Penso che questa operazione possa innalzare il termine "globalizzazione" a un livello più interessante: l'opinione pubblica mondiale viene sollecitata anche su fatti importanti (non più solo sul gattino che sa suonare il clarinetto o sulla cantante meno bella del mondo ma con 10 ottave in più), l'ONU può aprire inchieste (data la fonte certa delle notizie), la presa di coscienza sui fatti della nostra epoca, insomma, appare più a portata di mano. Mah, vedremo quanto a lungo questa "fuga di notizie" resisterà (dato che già in passato hanno tentato di tapparla). Nel frattempo, tra le cose piacevoli di Wikileaks, anche il suo logo. Un mondo scuro che fa tracimare notizie in una clessidra, formando, goccia a goccia, un mondo più chiaro, più trasparente. Il messaggio è forte: piano piano daremo una bella ripulita al pianeta.

sabato 18 settembre 2010

Lezione di educazione civile


Qualche sera fa al Circolo degli Artisti, Marco Travaglio ha presentato un libro di Andrea Camilleri e Saverio Lodato intitolato "Di testa nostra. Cronache con rabbia 2009-2010". Sono stati illustrati con piglio divertito i vari temi trattati nel libro, che vanno dall'avanzare verso nord della mafia (l'avanzare della linea della palma o del caffé ristretto come tempo addietro denunciava non troppo ascoltato Leonardo Sciascia) ai comportamenti masochistici dell'opposizione (vedi lo scissionismo a oltranza o la rinuncia a demonizzare il capo del governo).
Tra i pezzi più divertenti la polemica innescata da Panebianco del Corriere della Sera contro Camilleri, reo di aver presentato Montalbano come un colluso con la mafia (alla stregua di Andreotti, Dell'Utri e Contrada). Siccome Panebianco ha avanzato questa ipotesi basandosi sul telefilm e non sui libri, Camilleri risponde che l'operazione gli è parsa simile al tentativo di uno studente di spiegare il De Bello Gallico con Asterix!
Altro personaggio preso di mira è stato Tony Blair, un tempo simbolo della sinistra europea. Nella sua autobiografia confessa, dopo l'acquisto della decima villa e l'avallo a due inutili guerre, che il suo unico rimpianto è di aver abolito la caccia alla volpe, beato lui!

mercoledì 15 settembre 2010

Angeli del fango


Qualche giorno fa un quiz in tv ha fatto riferimento agli "angeli del fango", cioè tutte le persone, soprattutto giovani, che vennero ad aiutare Firenze dopo l'alluvione del 1966. Tra gli angeli anche qualche capellone, come era logico in quegli anni. Strano che nelle foto d'epoca trovate su Internet tutti hanno i capelli corti...mah!

mercoledì 8 settembre 2010

Gargolla birichina!


Si legge oggi da un quotidiano sulla rete:
La cattedrale di Lione al centro di una polemica religiosa. Da luglio una gargolla, la parte finale del tubo pluviale solitamente decorata con la testa di animali fantastici, raffigura il volto, dai lineamenti arabi, del capo mastro Benzizine Ahmed. E' un omaggio reso da uno scalpellino per i trent'anni di lavoro del suo superiore. La scritta "Dio è grande" è incisa in arabo e francese. Parlando di "bestemmia" e "eresia", alcuni gruppi cattolici hanno inviato mail scandalizzate al parroco, che così ha risposto: "Cattolici, musulmani, tutti i credenti pensano che 'Dio è grande'. E' un messaggio universale".

martedì 14 luglio 2009

Parlo con chiunque, di qualunque cosa


A piazza del Popolo un certo Giovanni Fontana in un servizio gratuito e ampiamente documentato qui.

martedì 3 marzo 2009

E adesso scambiatevi un segno di pace (alto)...


Due giovani creativi americani, cultori dell'High Five, offrono un servizio gratuito: dare il cinque a tutte le persone che incontrano (consenzienti). Anche se fa parte del filone demenziale made in USA, l'idea è innocua e i ragazzi sono simpatici, tra l'altro il tutto gratis!
(trovato qui)

giovedì 19 febbraio 2009

Donna oggetto: la prova definitiva

Una recente ricerca di Susan Fiske (Università di Princeton) ha fatto il giro del mondo con il titolo più o meno "Donna in bikini, l'uomo la vede solo come un oggetto" vedi ad esempio qui.
Susannah Breslin, giornalista, nel suo blog fa 2 considerazioni:
-La ricercatrice definisce i risultati del suo studio "disgustosi" e le femministe insorgono di fronte a questa "prova" che gli uomini oggettificano le donne. Ci sono, però, due cose da dire su questa "prova": il campione è di 21 maschi (non saranno troppi?), sono tutti e 21 studenti di Princeton (e si sa quanto gli studenti siano puritani)
-Altra considerazione (cerco di tradurre pari pari): perché le conclusioni di questa ricerca devono essere per forza che gli uomini sono "cattivi"? Non possono essere solo "uomini"?
Il post della Breslin, a proposito, si intitola "Gli uomini cattivi fanno cose che quelli buoni si sognano"

Condivido tutto e aggiungo solo, come aggravante, la foto della ricercatrice.